martedì 16 dicembre 2014

Gaia recensito da Rebecca A.



Dare una definizione a questo libro è un impresa impossibile. Semplicemente ci sarebbe troppo da dire e nessuna definizione in grado di riassumere la complessità di questa storia. Una vicenda giostrata su più dimensioni collegate dal filo sottile e labile di una visone filosofica e religiosa della vita tanto audace quanto spudorata. L'autore non si è limitato a rispondere alle cosiddette “grandi domande”, ma ha preso e stravolto ogni teoria finora elaborata, reinterpretandola in chiave puramente personale, con tinte fantasy e fiabesche. Di fatto una trama articolata ed estremamente originale, dall'idea di partenza – la sparizione inspiegabile di un individuo che si ritrova ad essere invisibile agli occhi di coloro che lo circondano- la storia si srotola in maniera imprevedibile, in un'altalena continua tra passato, presente e futuro. Non ho trovato problemi nel seguire le vicende, malgrado la difficoltà dei temi trattati, sia sempre una visione chiara del “chi'”, “dove” e “perché” .

I personaggi sono numerosissimi, e non vi è un unico protagonista che funge da filo conduttore dell'intera vicenda, di fatto la storia è orchestrata da più soggetti, che si alternano e si scontrano nelle pagine del libro. Malgrado i caratteri e le personalità dei singoli individui siano chiari in certi punti avrei preferito una maggior attenzione alla sfera emotiva e psicologica di ognuno di essi. L'autore troppo spesso si sofferma esclusivamente su pensieri superficiali e facilmente intuibili, senza scavare nel profondo dell'anima dei singoli personaggi. In conclusione sono comunque discretamente strutturati.

Le descrizioni si spaccano nettamente in due sfere: quelle paesaggistiche e quelle istantanee, ovvero le brevi panoramiche che anticipano l'azione. Le prime sono elaborate e ricercate, senza risultare lunghe o prolisse. Riescono a rendere con schiettezza l'idea che l'autore ha dell'ambiente da lui creata. Le seconde tendono a essere più fredde e asettiche, e con mio rammarico in certi punti paiono quasi elencazioni.

Un altro punto a favore dell'autore sono i dialoghi: ben costruiti e fluidi, privi di intercalari che spezzerebbero i discorsi e inseriti nei giusti contesti. È evidente che sono il suo punto di forza, e lui lo sa.

Le noti dolenti arrivano quando si ha il compito di giudicare l'utilizzo della lingua, ancora molto immatura e acerba. Alle volte il discorso si impantana a causa di frasi mal strutturate, che rendono più pesante la lettura. Essendo un autore neonato il tutto è comprensibile, è quindi auspicabile che il continuo allenamento sviluppino l'abilità stilistica che di base c'è, ma che per ora si intravede soltanto.

Il finale rispetto al resto della storia è forse leggermente scontato, ma nulla di insopportabile, semplicemente risulta facilmente intuibile.

Nel complesso una lettura piacevole, che consiglio agli amanti dei libri che si discostano dal fantasy tradizionale o dalla fantascienza classica, ma che vanno ad indagare temi più concreti ma allo stesso tempo terribilmente lontani da noi.

Spero che la mia recensione possa essere d'aiuto.